(*) NOTE:

Musica dei due abissi

- Myrionima, "dai mille nomi", titolo attribuito a Iside e a Osiride, perchè si diceva che racchiudessero, sotto differenti nomi, tutti gli dei del paganesimo; perchè Iside adorata sotto questo nome in Egitto era altrove Cibele, Giunone, Minerva, Venere, Diana, mentre Osiride era in altri paesi conosciuto sotto i nomi di Bacco, Giove, Plutone, Adone ecc. (Mallet, L’Encyclopédie, 1re ed.,1751 - Tome 10, p. 914).

Il desiderio

- Anadiomène, "emergente (dal mare)", epiteto dato dai Greci ad Afrodite, con allusione alla sua nascita dalle onde del mare. Notissimo nell’antichità il quadro rappresentante Afrodite A. dipinto da Apelle, che molti, tra cui Sandro Botticelli, hanno tentato di ricreare.

Il Fantasma

- la camera delle inalazioni: il poeta allude alla stanza in cui Proust, che soffriva di asma, era solito fare dei suffumigi curativi. Secondo la testimonianza di Céleste Albaret, la fedele governante di Marcel Proust dal 1913 al 1922) " M. Proust faisait brûler de la poudre de fumigation parce qu’il souffrait terriblement de l’asthme, je ne m’attendais pas à ce nuage. La chambre était très vaste, et pourtant elle en était pleine et toute épaissie. Il n’y avait d’allumée qu’une lampe de chevet, qui donnait une petite lumière, verte à cause de l’abat-jour. J’ai vu un lit de cuivre et un pan de drap, avec le vert de la lumière sur le blanc, là où elle le touchait. De M. Proust, je ne distinguais que la chemise blanche sous un gros tricot et le haut du corps adossé à deux oreillers. La figure était perdu dans l’ombre et dans le brouillard de la fumigation, complètement invisible, à part les yeux qui me regardaient, je les sentais plus que je ne les voyais. …J’ai salué cette figure invisible et j’ai posé le croissant dans sa soucoupe sur le plateau. Il m’a seulement fait un signe de la main, qui devait être un remerciement, mais sans prononcer une parole. Et je suis repartie ".

- Trismegisto: attributo di Hermes (Mercurio), tre volte grande, e personaggio leggendario di età ellenistica a cui è attribuita la creazione dell'ermetismo filosofico.

- Athanor: è il forno degli alchimisti. Il poeta probabilmente allude a qualche marchingegno che Proust usava per le inalazioni.

- la piccola aria della Sonata di Vinteuil: l'aria o "piccola frase" citata da Proust nella Recherche e attribuita a un musicista di nome Vinteuil, inesistente, padre del personaggio di Mademoiselle Vinteuil. Sulla Sonata i critici hanno fatto diverse ipotesi, ma Proust, in una lettera indirizzata a Antoine Bibesco nel 1915, scrive: "Caro Antoine, solo due righe perché sto malissimo. Volevo ringraziarti e dirti che la Sonate di Vinteuil non è quella di Franck. Se la cosa ti interessa, ma non penso, ti dirò con il testo alla mano tutte le opere che hanno "posato" per la mia Sonata. La "piccola frase" è una frase della Sonata per piano e violino di Saint-Saëns che ti canterò (trema!). I sovrastanti tremoli sono di un Preludio di Wagner, gli alti e bassi lamentosi dell'inizio sono della Sonata di Franck, i movimenti spaziati della Ballata di Fauré, e via dicendo. E la gente crede che queste cose si scrivano per caso, per facilità di vena".

Egitto

- Amon-Ra: il dio sole di epoca tebana, re di tutti gli dei, a cui è dedicato il Grande Tempio di Luxor. Nel lavoro di Sinadino, nato come noto in Egitto, sono frequenti i riferimenti in chiave simbolica alle divinità egizie. Vedi anche l'Astarte (Hathor) citata in "Poe", raffigurata con corna ricurve.

Agostino John Sinadino (nato nel 1876 al Cairo, morto nel 1956 a Milano) è uno scrittore e poeta italiano di origine greca, che ha anche pubblicato una serie di opere in francese. Egli è considerato uno dei maggiori rappresentanti del simbolismo europeo, nella sua derivazione post-mallarméana. Vicino a D'Annunzio e Marinetti, ispirato da André Gide e Paul Valéry, A. J. Sinadino ha contribuito alla letteratura d'avanguardia di inizio secolo.

Originario di Alessandria - dove ha trascorso la sua giovinezza (1876-1898), dove è tornato dopo (1910-1928) - Giovanni Agostino Sinadino è il figlio di una musicista milanese (Carolina Casati) e un banchiere greco in servizio in Egitto (Ioannis Constantin Sinadino), curatore poi in Italia degli interessi del Khedive Ismail, padre del futuro Re Fuad. Segnato da questa doppia cultura, Sinadino scriverà ora in francese (lingua di comunicazione in Egitto all'inizio del secolo), ora in italiano (lingua madre). La sua firma varia leggermente da un libro all'altro, sulle copertine dei suoi libri c'è sia il nome di "Agostino J. Sinadino" che "Agostino G. Sinadino" o "Agostino Sinadinò. "

L'esistenza di Agostino John Sinadino è difficile da riassumere, tanto essa sembra essere divisa tra i paesi e le lingue; la dispersione geografica è tale che la sua vita non si presta ad una biografia di poche righe. Legato all'ambiente alessandrino ma anche al mondo letterario della Milano dei primi anni del secolo (Gian Pietro Lucini, Filippo Tommaso Marinetti) Sinadino sembra aver sempre coltivato una estrema discrezione. Sposatosi a Londra nel 1900, ha vissuto alcuni anni a New York (1906-1910), è tornato ad Alessandria per 20 anni (1910-1928) e ha concluso la sua vita a Milano, dimenticato da tutti e totalmente rovinato. Morto senza eredi, sepolto in modo riservato a Milano - la sua famiglia non ha voluto contribuire al suo funerale - il suo nome non è nemmeno presente sulla sua lapide.

In questo percorso irregolare, la sua vocazione poetica - ossessionata da immagini di solitudine e dalla metafora della vita come un deserto da attraversare - non è stata mai smentita, come testimoniano i libri lussuosi pubblicati tra il 1898 e il 1934 ad Alessandria, Lugano, Milano e Parigi. Agostino John Sinadino sembra essere restato fedele a una concezione molto elitaria della scrittura, considerata un'attività privata, silenziosa, incurante di qualsiasi successo di pubblico. È sorprendente la scelta di fare della sua opera una sorta di "anti - opera". La critica più recente vede in questo percorso "sotterraneo", realizzato a margine della modernità, la realizzazione di una poetica della cancellazione ispirata a Mallarmé: un cammino di spoliazione votato a una vera "scomparsa dell'eloquio", per finire a non essere che un nome sulla copertina di qualche libro. Si indovina sullo sfondo una concezione quasi mistica della letteratura, che si suppone possa bastare a sé stessa, a prescindere da eventuali lettori "reali".

La sua opera, segnata dall'influenza di Stéphane Mallarmé, è stata infatti elaborata a contatto con tutti gli scrittori di primo piano come André Gide, il poeta greco Kavafis, Paul Valéry che ha scritto per lui una prefazione, o il futurista Filippo Tommaso Marinetti (gli archivi dell'Università di Yale conservano volumi di Sinadino con dedica a Marinetti). In totale, ci sono otto libri o raccolte di poesie pubblicati dal poeta tra il 1898 e il 1934. Queste opere mostrano una ispirazione mistica e simbolista, ma anche una grande libertà espressiva e formale (anche se l'autore non si è mai associato a qualsiasi specifica avanguardia).

Una corrispondenza con il poeta André Gide, pubblicata di recente sulla rivista Studi Francesi, è conservata a Parigi, alla biblioteca Jacques Doucet. L'archivio di Gabriele D'Annunzio, al Vittoriale, conserva anch'esso della corrispondenza.

Tra le principali opere di Agostino John Sinadino può essere menzionata La Festa, un poema pubblicato nel 1901 in 100 copie (e considerato l'equivalente italiano del Coup de dés di Mallarmé), i quaderni di Dio dell'attimo pubblicati a Alessandria e a Milano nel 1910 e nel 1924, e la raccolta Poésies, pubblicata a Parigi con l'aiuto di André Gide nel 1929. I suoi Quaderni inediti, ritrovati dopo la sua morte e pubblicati recentemente in Francia (sono per lo più scritti in francese), fanno risaltare in pieno il laboratorio poetico di Sinadino.

Bibliografia:
(fonte: fr.wikipedia.org. Traduzione dal francese e integrazione dati di G. Cerrai - Imperfetta Ellisse blog)