Giovedì, 14 febbraio 2008Rina Accardo - Due poesie |
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In 'Disincanto' si supera una fitta foresta di apparenze, orpelli, onde e mascheramenti per dirci di 'acque incandescenti', di 'fluidi corsi impediti'...
Rina Accardo non cerca facili soluzioni, ha invece il coraggio di una scrittura che accetta le stesse fatiche e stridori delle 'cose' di cui parla - e lo fa con esiti certamente originali.
Un caro saluto
Antonio
Nella seconda tu vedi -orpelli e mascheramenti- cioè quanto è dolorosamente recepibile, e 'grezzi bisbiglii', 'impotenti' nonostante, sfociano in 'Disincanto'.
Mi hai letto in maniera eccellente, Antonio. Ti ringrazio di cuore.
-Nella scrittura mi lascio, quando sono particolarmente coinvolta, guidare da uno -stridore- che, secondo me, è il solo che possa realmente riuscire a portare alla luce quanto sento. Ancora grazie.
rina
A Antonio: sono d'accordo con te, anzi direi che la tua analisi è molto aderente. Un lirica appunto disincantata, direi...
un caro saluto anche a te
G:)
rina
Ne approfitto, qualora questo passasse, per salutarvi.
fm
un caro saluto
G:)
Toccare con mano quanto esprimo, in che misura viene recepito nonché l’approccio che ho con le parole che mi scorrono dentro ..forse un’esigenza eccessiva, chissà, però mi porta ad ascoltare. Mi emoziona comunicare in poesia, ancora di più una gestazione adeguata.
rina
p.s. fai come me, metti in word il tuo commento e dopo averlo inviato assicurati che sia visibile. Solo dopo lo cancellerai ..o lo riinvierai. Succede anche a me ..questo probabilmente è uno spazio elitario
Ho visto viole oggi in giardino,
tu non esisti in nessuna stagione.
Grazie. Un abbraccio
rina
Provo più tardi, se ci riesco.
p.s.
Se mi prende questo, dopo che mi ha cancellato l'altro, mi fa veramente inc....
fm
Mi sembra di vedere, in questi ultimi testi di Rina, una sorta di moto asimmetrico che increspa la superficie regolare dei versi. Lo sguardo si fa meno “certo” (dell’immagine, conosciuta, con la quale era abituato a dialogare), ma, proprio per questo, acquista in ampiezza e in profondità, e si dispone, quasi naturalmente, a registrare il profilo dell’imprevedibile, e ad accoglierlo.
L’osservazione non si posa tanto sulla cima dell’onda che il moto ascensionale (anche dal punto di vista ritmico) solleva, quanto piuttosto si cala nei vuoti che il movimento lascia alla sua base. La frantumazione, per certi aspetti inusuale in lei, della tramatura sintattica, che “cede” in alcuni punti topici del dettato, ne è un indizio evidente.
Vi intravedo l’inizio di un percorso nuovo, che non è un tentare l’inesplorato, ma la ricognizione dei lineamenti anche più piccoli, dei segni impercettibili, e tuttavia leggibili, che costellano le orme lasciate sul sentiero della propria esperienza di scrittura. E’ come se dalla scoperta di un qualsivoglia elemento che viene a perturbare “l’ordine del discorso”, fosse possibile recuperare un varco, un passaggio verso il cuore altro, in ombra, del proprio dire.
E’un’impressione che traggo, in modo particolare, da “Disincanto”, confrontato con testi precedenti di analoga ispirazione: e la “cosa” mi piace molto, perché credo che, in questo tentativo, possa ottenere risultati notevoli, già tutti iscritti, a mio parere, nell’estensione delle sue corde.
fm
N.B.
Stavolta ho salvato il tutto prima di postare…
grazie del tuo intervento e un abbraccio
G:)
Ancora un grazie, di cuore, Giacomo.
rina
rina
.. 'il profilo dell’imprevedibile' e 'i vuoti che il movimento lascia alla sua base' mi appartengono e, grazie a te, che in essi hai colto il mio sguardo, ora prendono voce e consapevolezza. A ciò la mia necessità cui sopra accennavo..
Mi sono riconosciuta in questi punti. Sapevo che sarebbe stato importante per me il tuo scavo oltre le righe. Ne traggo un'analisi che mi giova già sin d'ora. La tua fiducia ha nobilitato il mio amore per la scrittura, che vedo amica sincera sino allo spasimo, il riscontro su cui poggia il mio cuore ..meraviglioso alfabeto!
Di tutto ciò ti ringrazio con un abbraccio
rina
Un saluto a te, Rina, e a Giacomo.
Alessandra
mandami qualcosa quando puoi...
a presto
G.
Un caro grazie, Alessandra.
Ciao
Rina