Un libro di poesie che descrivono foto, un libro di foto che illustrano poesie? Non lo sappiamo e non interessa saperlo. Diciamo che in questo libro (Il dolce cammino, di prossima pubblicazione presso Liberodiscrivere, con prefazione di Eugenio Costantini) le 32 sequenze fotografiche di Fabrizio Buratta (Il dolce cammino) e gli altrettanti testi a fronte poetici (Fermate a richiesta) di Stefano Amorese (aka Faraòn Meteosès) costituiscono non solo una sinergia di invidiabile forza artistica ma anche un efficace meccanismo interpretativo del reale, del circostante, dell'interiore, dell'utopico in cui i due media (immagine, a sua volta bi-iconica/parola) non si sottraggono spazio e vis, non si rubano la scena, ma al contrario costituiscono un valore aggiunto l'uno dell'altro e aprono interessanti prospettive.
11 - documenti
dammi i documenti intanto che ti prendo
le impronte digitali
mi annoto i segni più particolari
ti schedo schedina ti classifico matricola
ti catalogo logo
ti inserisco nel dossier nei gardex
lo scheletro nell’armadio il sogno nel cassetto
nella lista nera ti stipo nei proscritti
negli eversivi negli anarchici
me lo scrivo al margine
così ti posso uniformare redimere redigere riabilitare
nella tua interezza
per la tua stessa sicurezza.
12 - è tardi
ho il passo lungo
eseguito al suono dei tasti neri
due note sole sono segnate da brevi istanti
sulle cromie incorrette
mai disciolte del mio colore
è tardi... ilmio tempo
batte una sincope sul pentagramma
ma occorre che fugga rapido
ben oltre questo passaggio
prima che scatti di sotto quell'ingranaggio
che mi conforma e stritola non volontario
alla mia specie in terra.
15 - inevitabile
è inevitabile che salga queste scale
per ritornare a casa
anche se ricordo la frequenza quotidiana
del mio moto verticale
e smarrito senza meta
vago non riconoscendo
nessun segno o itinerario
tentennando nel rientrare
sogno inconscio della perdita del senno
svolto l'angolo avvitandomi all’ellisse
che mi eclissa da me stesso
scrutando nel buio… scopro
il mio corpo elettrico
rilucente… nella luce astrale.
28 - radici
mi sono strappato alle mie radici
intanto che mi tengo saldo
ad un sostegno apposito
nel vagone stipato di gente
che migra dalle sue origini
salita su un treno della speranza
implora il turno della fortuna
che scappa a perdifiato dalle dogane
e chiede un asilo che sarà negato
talora accolti con le coperte
talora approdano già deposti nei feretri
sulla battigia.
29 - ti cerco
scavo nelle interiora
e ti cerco odio nello sterrato
ed estraggo a forza tutti gli escrementi
che ancora ristagnano nell'intestino
e provo una paura antica
trovo un mostro archetipo
uno gerofante nel rito malvagio
di una magia nera
vedo un maestro cattivo
alimentato dal terrore ancestrale dell'umanità
una forma di vita intrusiva unicellulare
un ascaride che mi divora il fegato.
·Fabrizio Buratta (Roma, 1952). Fotografo al Ministero dei Beni Culturali, inizia a lavorare alla fine degli anni ’70 frequentando l’Istituto di Stato per la Cinematografia e la Televisione di Roma. Dal 1979 inizia la lunga serie di personali e collettive in Italia e all’estero. Sua è la foto di copertina del libro La chiave dell’ascensore-L’ora grigia di Agota Kristof edito da Einaudi. Sue opere sono esposte nei musei e in numerose pubblicazioni d’arte.
·Faraòn Meteosès (Stefano Amorese Roma 1965). Nel 2000 autoproduce una plaquette, Samizdat. Scrive ed interpretaPer ludum dicere (teatro di poesia), altri componimenti a voci plurime: Glifi apocrifi e geroglifici ipertrofici. Al suo attivo, interventi radiotelevisivi, partecipazioni a rassegne poetiche, suoi testi sono presenti in diverse antologie, su riviste varie e in Rete. E’ autore di Psicofantaossessioni (LietoColle, 2007).Imminente la pubblicazione di Ecolallaliche.
ho fatto solo qualche riga, il discorso sarebbe molto più ampio, Buratta e Faraon sono due artisti davvero interessanti. Il materiale fotografico fa parte di una mostra di Buratta tenutasi a Roma nell'aprile del 2007. Per quanto riguarda ex libris puoi dirlo direttamente a Faraon, è su FB anche lui...
un carissimo saluto
g.
un incontro suggestivo, contaminante. di contaminazioni. uno sposalizio unico che resta fedele nell'abbracciarsi. felice veramente molto felice per Stefano, che immagino sempre in moto perpetuo alla ricerca dei suoi spazi, delle sue celeberrime celebrazoni generate.
testi qui meno convulsi e "ipermetrici" del solito ma incisivi, perfetti nella loro "perfezione."
grande suggestioni...
ciao Ste',
ciao Giacomi', grazie per la segnalazione.
roberto
dici rispetto a psicofantaossessione, roberto? sì, hai ragione, e qui si vede che stefano è capace di misurare sè stesso, la sua tecnica e la sua ispirazione secondo le esigenze.
ciao
Ringrazio Giacomo per la nota introduttiva quantomai efficace: messa a fuoco che chiarifica il senso che si è voluto (e che si vuole) dare all’intera-azione e per lo spazio concesso a questa imminente pubblica-azione sinestetica, che proprio adesso, ho saputo si avvarrà di altri apporti significativi e di diverse interpretazioni: testi di coesione, che essi stessi saranno parte integrante del tutto. Anch’io in questa sede mi limito a poche righe aggiungendo soltanto che al “dolce cammino”, è legato un progetto polimediale… direi una sorta di “gincana artistica”, di cui vi saprò dare notizia certa in un futuro prossimo.
Ringrazio R. Matarazzo, come pure R. Ceccarini per il suo commento, che “nel mio moto perpetuo” incontrerò presto per alimentarmi d’altra benefica energia cinetica!
meteosès
Scritte tra i denti, scritte con la pancia, masticate tra i denti, queste liriche. Un dis-senso interiore che viene fuori, si manifesta attraverso la parola e l'immagine. Piaciute
Davvero interessente e suggestva (a volte anche inquietante) questa sinergia d'arte in cui il testo scritto non è solo una didascalia all'immagine, ma un vero e proprio "prolungamento", uno sguardo ulteriore in cui lla parola s'incunea e penetra nell'immagine senza violentarne il senso. Il senso di una realtà già reinterpretata dallo sguardo del fotografo e davanti alla quale l'oservatore- lettore mantiene la sua assoluta libertà.
Complimenti, davvero.
Un caro saluto a Stefano e a Giacomo, Lucianna
Si, "prolungamento"... tutore... protesi. Sono le ipotesi più probabili, che paiono raccordi logici, altre volte chiavi di lettura irrazionali e poi quella "libertà" incondizionata resa vivificante dal materiale fotografico
... da un occhio "burattiano" fortemente critico.
ringrazio per il suo intervento Lucianna, una persona che stimo. Direi lucido il suo riferimento al "prolungamento", forse non proprio nel senso ironico che intende Stefano. E sul fatto che sia poesia del dissenso, come dice Apolide, non c'è dubbio...
un saluto a tutti
G.
Confermo quanto scritto da Giacomo... insomma uno stimolo per riscrivere l'indizio e l'intenzione, per ampliare la visuale lungo la strada percorsa (o ancora da intraprendere!?) lungo salite e discese di quest'agro-dolce cammino...
grazie ancora a tutti
e un caro saluto in particolare a Giacomo
Aggiungerei anzi che questo tipo di poesia, in relazione alla sua propria ispirazione, ha possibilità tentacolari e polimorfiche, nel senso che può svilupparsi come flusso in un canto potenzialmente (e miticamente) infinito...
G.
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r.m.
un carissimo saluto
g.
testi qui meno convulsi e "ipermetrici" del solito ma incisivi, perfetti nella loro "perfezione."
grande suggestioni...
ciao Ste',
ciao Giacomi', grazie per la segnalazione.
roberto
ciao
Ringrazio R. Matarazzo, come pure R. Ceccarini per il suo commento, che “nel mio moto perpetuo” incontrerò presto per alimentarmi d’altra benefica energia cinetica!
meteosès
Adonai
Apolide
ti abbraccio
Complimenti, davvero.
Un caro saluto a Stefano e a Giacomo, Lucianna
... da un occhio "burattiano" fortemente critico.
Grazie e saluti a Lucianna, Monica e Apolide.
meteosès
un saluto a tutti
G.
grazie ancora a tutti
e un caro saluto in particolare a Giacomo
meteosès
G.