MIRON BIALOSZEWSKI
 

NON SO SCRIVERE

Qui è buio.
Che cosa c'è sul  maglione grigio?
- solo questo:

Alla stazione
siamo già al limone spremuto
neve

un albero per il freddo e per la struttura della forma
anonimo
non mormora

per dove l'uscita dalla parola ?
 
 

"OH, SE AVESSERO PRESO PERSINO LA STUFA"
LA MIA INESAURIBILE ODE ALLA GIOIA

Ho una stufa
che assomiglia ad un arco di trionfo

Mi prendono una stufa
simile ad un arco di trionfo

Ridatemi la mia stufa
simile ad un arco di trionfo !

L'hanno presa!

Dopodiché mi è rimasta solo
una nera
            nuda
                nicchia
nera nuda nicchia.
E questo mi basta:
Nera nuda nicchia
Nera nuda nicchia
Ne-ra-nu-da-nic-chia
Neranudanicchia.
 
 
 
 

BALLATA SULLA DISCESA AL NEGOZIO

Prima di tutto sono sceso per strada
con le scale,
Ah, vi immaginate ?
con le scale.

Poi  i conoscenti degli sconosciuti
mi passavano accanto, e io loro.
A voi rincresce
non aver visto
come camminano le persone,
Vi dispiace !

Entrai in un intero negozio;
dai vetri brillavano le lampadine
ho visto qualcuno - qualcuno si sedè,
e cosa ascoltai ?Š Cosa ascoltai ?
Rumore di borse e discorsi umani.

Ma davvero,
davvero
ci ritornai.
 
 

AUTORITRATTO RISENTITO

Mi guardano
dunque certamente ho un volto.
Tra tutti i volti noti
meno di tutti ricordo il  mio.

A volte le mie mani
vivono di vita propria.
Potrei per questo non ritenerle mie ?
- - -
Dove sono i miei confini ?
- - -
Eppure sono ricoperto
dal movimento o da una mezza vita.

Sempre tuttavia
serpeggia in me
colma o anche non colma,
ma pur sempre esistenza.

Porto con me
qualcosa con me
qualcuno dei miei
luoghi.
Quando li perdo
significa che io non ci sono.
- - -
Io non ci sono
quindi non dubito.
 
 
 
 
 

AUTORITRATTO GIOIOSO

Non pensiate che io sia infelice
Mi fa piacere di pensare.
Pensiate che a me faccia piacere.

La coscienza è una danza di gioia
La mia coscienza danza
di fronte alla lampada della pioggia
di fronte alla buccia dei muri
di fronte agli alimentari con le manifestazioni dei cavoli
di fronte alle bocche degli amici che parlano
di fronte alla propria mano inaspettata
di fronte alla scultura della realtà non incavata
nello sfarzo dei migliori giochi
e del più sublime rito religioso
unitamente
la mia coscienza danza.

Quando la danza si rompe
secondo le abitudini di tutti i gomitoli,
allora vado in cielo
dove non si sente niente
dove ero dall'inizio, prima di essere stato
dove fino alla fine sarò, quando non ci sarò
lì, la gioia non posso descriverla

Questo è tutto
 

(TRADUZIONI DAL POLACCO DI LORENZO POMPEO)

© Proprietà letteraria riservata