DANS LES REVERS DU TEMPS

Entre l’été finissant
et l’automne
vacille le temps
une chaleur dense
de presque incendie
enveloppe toute chose et danse
un fœhn léger chargé de tourbillons
balaie le bleu de la mer acier
miroir
que rien ne vient troubler
sinon le réseau du tracé


invisible et lisse
de courants mystérieux
elle pense
aux grandes pluies
d’avant
à l’été relégué au loin
par l’orage
dans le temps
d’avant
le temps des vents violents
d’avant
l’automne
une page s’est tournée
qui avec elle
a emporté
dans les revers du temps
larmes et rires
de la terrasse au tilleul
elle guette
l’instant du désarroi
la montée lente
de la mélancolie
son étreinte longue et sûre
aujourd’hui
est d’une tout autre
couleur

Angèle Paoli
D.R. angèlepaoli

 

 

NEI RISVOLTI DEL TEMPO

 

Tra l’estate che finisce

e l’autunno

vacilla il tempo

una densa calura

quasi d’incendio

avvolge tutto e danza

un foehn leggero carico di gorghi

spazza il blu dell’acciaio mare

specchio

che niente turba

tranne la rete del tracciato

 

invisibile e levigata

di misteriose correnti

pensa essa

alle grandi pioggie

passate

all’estate relegata lontano

dal temporale

in quel tempo

di prima

il tempo di venti violenti

prima

dell’autunno

s’è girata una pagina

chi con essa

ha trascinato

nei risvolti del tempo

lacrime e risate

dalla terrazza dei tigli

lei aspetta al varco

l’istante dello sgomento

il montare lento

della malinconia

la sua stretta sicura e lunga

oggi

è di tutto un altro

colore

 

Angèle Paoli

Diritti riservati all'autrice

 

Terres d’encres     noyées d’ocres et de bruns
étirements     filandreux     d’arbres et de traits flèches
en mouvance dense

vers le ciel

Noyées d’ocres et de bruns     terres d’encres     trempées diluées
fuselage sombre et lignes     d’arbres élancés     faisceaux réticulaires
de signes en départance

vers l’au-delà du ciel

Paysages d’ocres et de sienne brûlée     terres d’encres diluées détrempées
filaments délavés     noires veinules      étirées     filochées     résilles
d’encres en latence

vers l’en-deçà du ciel

Angèle Paoli
D.R. angèlepaoli
 

 

Terre d’inchiostro    annegate di ocre e bruni

stiramenti     intricati      di alberi  e di tratti verticali

in una movenza densa

 

verso il cielo

 

Annegate di ocra e bruni     terre d’inchiostro    zuppi diluiti

cupa fusoliera e linee       d’alberi slanciati       fasci reticolari

di segnali in partenza

 

verso l’oltre del cielo

 

Paesaggi di ocre e terre di siena arse        terre d’inchiostri diluiti stemperati

slavati filamenti     nere venuzze     stirate     intessute    reticelle

di latenti inchiostri

 

verso l’al di qua del cielo

 

Angèle Paoli

Diritti riservati all'autrice

(trad. G.Cerrai)

 

Angèle Paoli dice di sé stessa:

“Capocorsina nata a Bastia, discendente di naviganti còrsi di ritorno da Trinidad, sono continuamente “ossessionata da invisibili partenze” e il sale del mare “sussulta nei niei sogni” (Saint-John Perse). Benchè donna corsara che non ha da amare che un unico e solo scoglio. mi sono per lungo tempo ancorata alle andature delle terre marittime piccarde dove ho insegnato francese e italiano. La cultura mediterranea è uno dei miei tropismi più fecondi. La cultura corsa ovviamente, ma anche tutte le culture insulari. Della Sicilia (Palermo) in particolare. Ho d’altronde condotto circa tre anni fa un progetto linguistico e culturale europeo sui pupi siciliani.

Come parecchi Capocorsini, sono per atavismo appassionata e scontrosa. Officiante anche della nera Iside (una “Gemelli” che oscilla tra il doppio postulato apollineo/dionisiaco), ho felicemente al fondo di me stessa una vivificante inclinazione per un canone d’amore, una monodia di cuori all’unisono, senza effetti di specchio, e totalmente condivisa.

Per via della mia curiosità sfrontata, sono anche calamitata dalle speculazioni e dalle ebbrezze d’un’acqua di vena. Il che mi ha permesso d’arginare in parte la torpida fascinazione “claustrale” dell’isola e il dolorismo secolare del  rimpianto e del “lamentu” (…)” (Trad. G.Cerrai)